Bali ai tempi del Coronavirus
Come abbiamo vissuto la pandemia e cosa ci sarà di nuovo per la subacquea in Indonesia
Il giorno 19 marzo 2020, l’Indonesia chiudeva le sue frontiere a causa della dilagante epidemia che si era sviluppata in Europa. In quei momenti pensammo fosse una emergenza provvisoria e magari di breve durata, e che con l’arrivo dell’estate la situazione sarebbe tornata sotto controllo, come sempre era successo con le influenze invernali.
I pronostici per l’Indonesia a quel tempo furono catastrofici; essendo il quinto paese più popolato al mondo, con 260.000.000 di abitanti, e con un sistema sanitario largamente insufficiente, i cosidetti “esperti” pronosticavano 240.000 morti in pochi mesi. Di conseguenza, subentrò la paura e per le prime settimane, limitammo al minimo le attività, con uscite da casa solo per comprare cibo e fare le commissioni essenziali.
Il tempo passava e di fronte alle agghiaccianti notizie che giungevano da Europa e Nordamerica, qui non succedeva nulla, nessun conoscente o amico aveva contratto il Covid, ne aveva notiza di qualcuno che lo avesse preso, gli ospedali erano deserti. Le autorità avevano deciso di non instituire il lockdown, le attività lavorative continuavano in maniera regolare, fatta eccezione per coloro che lavoravano nel settore turistico, che si trovarono disoccupati da un giorno all’altro. Così che gradualmente ricominciammo ad uscire, frequentare i ristoranti, e svolgere le normali attività.
Come tutti coloro che hanno avuto la fortuna di passare il periodo peggiore della pandemia qui a Bali, ci consideriamo dei privilegiati; mentre la gente di tutto il mondo rimaneva chiusa entro 4 mura, uscendo solo per fare la spesa e buttare la spazzatura, noi ci permettevamo lunghe passeggiate sulle spiagge deserte, bagni in un mare pulito, tutto per noi, aperitivi nei beach bar ammirando il tramonto e fine settimana in ville e hotels che venivano offerte a prezzi di saldo. Potevamo andare dove volevamo, con le sole limitazioni di indossare la mascherina nei locali pubblici al chiuso.






Le immersioni effettuate nei frequenti viaggi al nord di Bali, ad Amed e Tulamben, ci hanno fatto conoscere il lato migliore di un mare già di per sè splendido. Grazie all’assenza di subaquei, di solito in numero consistente a Bali, la vita marina aveva subito un forte incremento. Il relitto della Liberty, che in condizioni normali attirava centinaia di sub ogni giorno, era ora tutto per noi 4-5 sub che ci godevamo il ritorno dei carangidi e dei pappagalli cornuti, oltre a una ricca varietà di pesci di barriera e macro (vedi foto ↓).
Lo stesso si può dire per la globalità dei mari indonesiani. I pochi fortunati che hanno avuto al possibilità di navigare in questo periodo si sono goduti immersioni in solitaria con una ricchezza di vita marina superiore alla norma.
In particolare sono state utilizzate alcune barche da crociera per esplorare, documentare e proporre alcune zone come nuovi parchi marini; una grande area nel sud dell’arcipelago, comprendente le isole di Rote, Sabu e Timor, e le due isole di Serua e Penyu nel mare di Banda. Un’inizativa che sosteniamo ed appoggiamo con tutte le nostre forze (vedi video ↓).
Purtroppo però dobbiamo anche parlare del lati negativi: la popolazione di Bali, che in una percentuale del 80% dipende in qualche modo dal turismo, ha pagato e sta pagando un prezzo molto alto. A causa di questa crisi molti di loro hanno perso il lavoro, sono tornati ai villaggi di origine, e cercano di sopravvivere coltivando un pezzo di terra, vendendo frutta, vegetali e uova lungo le strade, o cercando lavori saltuari e mal pagati. La parte più povera della popolazione è allo stremo ed è veramente penoso vedere soffrire gente cosí orgogliosa e ospitale.




Questa difficile situazione ci ha fatto comunque riflettere su quanto siamo fortunati a vivere nell’isola degli dei; nonostante una grossa percentuale della popolazione sta sostenendo una lotta per sopravvivere, la delinquenza e i furti non hanno avuto nessun aumento. Bali è sempre un luogo sicuro dove puoi uscire e lasciare la tua casa aperta! La dignità di questa gente è impressionante!
Purtroppo dopo un anno e mezzo siamo ancora in una situazione di stallo. Ne mesi scorsi le autorità avevano programmato di aprire le frontiere a fine luglio 2021, ma da giugno c’è stato un aumento di contagi causati dalla variante delta, per cui tutto è stato rimandato.
Ma anche questo sta cambiando! Le ultime statistiche e informazioni mostrano un declino costante e consistente del tasso di positività a Bali e in Indonesia.
In conclusione l’augurio di vedervi presto per poter condividere con voi la bellezza del più grande arcipelago del mondo e della fantastica Bali.
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